Diagnosi energetica


La riqualificazione comincia con la diagnosi energetica dell’edificio


Diagnosi energetica termografia

Cos'è una diagnosi energetica

La diagnosi energetica (o audit energetico) è il documento finale di un processo accurato di valutazione delle caratteristiche energetiche di un edificio.

Il processo di diagnosi energetica ha una prima fase di analisi che serve per rilevare sia tutte le componenti dell’involucro cioè essenzialmente le pareti esterne, le finestre, i poggioli e il tetto sia gli impianti per il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e il raffrescamento estivo.

Tutti i dati rilevati vengono inseriti in un apposito software grazie al quale si ricostruisce un modello energetico dell’edificio.

Il modello viene quindi verificato confrontando il suo comportamento teorico con quello effettivo, controllando cioè che i dati di consumo energetico (e i relativi costi) teorici siano coerenti con quelli reali delle bollette energetiche di almeno gli ultimi tre anni.


La diagnosi energetica è anche un progetto e un piano economico-finanziario

Nella seconda fase la diagnosi energetica procede con la simulazione dei diversi interventi possibili.

In pratica si verifica quali livelli di efficienza energetica si potrebbero raggiungere con specifici interventi sul sistema edificio-impianto: quali vantaggi sono legati alla posa di un cappotto termico, o alla sostituzione dei serramenti, o alla modifica dell’impianto esistente con uno nuovo e più efficiente o basato sull’auto-produzione di energia elettrica con il fotovoltaico integrato.

Contemporaneamente si ricostruiscono con precisione i costi dei singoli interventi basandosi su stime precise di computo metrico e sui prezzi di mercato dei materiali e degli impianti.

Diagnosi e progetto

Naturalmente si verificano gli effetti della combinazione dei singoli interventi alla ricerca del miglior compromesso tra costo e risultati complessivi.

Infine con la diagnosi energetica si verifica qual è il tempo di rientro dell’investimento: infatti tutti gli interventi considerati servono in primo luogo per aumentare decisamente l’efficienza energetica e sono quindi ripagati dal risparmio di costi che ne consegue.

Se l’intervento ricade nella categoria del “deep retrofit” la riduzione dei consumi è superiore al 50% del livello di partenza, spingendosi in alcuni casi a raggiungere quasi il 100%, realizzando così un “edificio a consumo quasi zero” o Near Zero Energy Building (NZEB).