Una nuova e bella mostra sull’abitare sostenibile. Servirà?

Una nuova e bella mostra sull’abitare sostenibile. Servirà?

Aperta fino al 20 settembre all’ex Testaccio di Roma la mostra “La casa e la Città – nuovi modi dell’abitare sostenibile”, con la realizzazione in scala di sette progetti tra i dieci selezionati. Ma in qualche modo queste mostre fanno pensare che la riqualificazione sia “futuribile” e per pochi, mentre l’efficienza e la qualità dell’abitare sono possibili qui e ora.

La mostra nasce dal concorso “Eco_Luogi 2013”, per sostenere la qualità architettonica, sviluppare l’applicazione di soluzioni per il risparmio energetico e stimolare la riqualificazione architettonica e ambientale delle città e dei territori italiani.

Promossi dall’associazione Mecenate 90, dal Ministero dell’Ambiente e da Unioncamere, con la collaborazione dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri e del Dipartimento di Architettura di RomaTre, consorso e mostra sono organizzati in due sezioni:

– “Case per un abitare sostenibile”, dedicato alla progettazione degli edifici, in mostra all’ex-Mattatio del Testaccio

– “Progetti di Rigenerazione Urbana”, suil riuso degli spazi dismessi delle città, visibile negli spazi del Dipartimento di Architettura di Roma Tre.

Tra i progetti selezionati una Float House di 27 mq alimentata ad energia solare e “Zeropositivo”, una casa che produce più energia di quella che consuma e prevede il riutilizzo delle materie prime di cui è costituita.

Resta un dubbio di fondo: questi consulti e mostre, estremamente importanti e meritori, hanno forse anche una controindicazione. Suggeriscono che l’abitare sostenibile e il consumo nullo di energia siano un bel sogno, materia per architetti innovatori e begli intelletti e non, come invece è, una possibilità concreta e immediata per gli edifici esistenti, grazie a tecnologie ampiamente testate, disponibili a costi tutto sommato contenuti.

 

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