Riqualificazione dei patrimoni immobiliari: la comunità si ritrova a ReBuild

Riqualificazione dei patrimoni immobiliari: la comunità si ritrova a ReBuild

Si chiude ReBuild, la convention che raccoglie la comunità nazionale che lavora alla riqualificazione dei patrimoni immobiliari. Molti gli stimoli, i casi concreti, gli scambi di informazioni e contatti utili per sviluppare il mercato della riqualificazione energetica. A partire dai dati che fotografano la realtà italiana: il 70% dei 13,5 milioni di edifici italiani sono anteriori al 1976, il 25% non ha mai beneficiato di interventi di ristrutturazione. In totale nel nostro paese ben 2 miliardi di mq sono da riqualificare .

A ReBuild siamo andati e abbiamo trovato numerosi e concreti stimoli utili anche per la nostra attività nell’ambito della riqualificazione dei patrimoni immobiliari.

Come, per esempio, nel caso presentato dal Comune di Bologna che, per riqualificare il patrimonio immobiliare delle case popolari, decide di innovare in termini di percorso con il progetto Rig.ener.a e separa gli interventi sull’involucro da quello sugli impianti; i primi verranno finanziati con risorse pubbliche, i secondi saranno affidati alle ESCo che risponderanno al bando comunale.

Si sta quindi sviluppando l’idea che la vera riqualificazione dei patrimoni immobiliari e la vera efficienza si fanno migliorando anche l’isolamento dell’edificio e, se questi interventi non sono appetibili per gli investitori privati (così come per le banche), è il caso di scinderli dall’insieme dell’intervento per investirci comunque le risorse pubbliche a disposizione.

Lo stesso concetto chiave lo abbiamo ritrovato nella presentazione della riqualificazione dell’Empire State Building presentato da Victor Olgyay della sezione Building del Rocky Mountain Institute. Partendo dagli investimenti stimati dal proprietario del grattacielo, l’RMI suggerisce di investire dieci volte il valore previsto sugli infissi. L’investimento aggiuntiva si ripaga in un arco di tempo breve, 3 anni, e consente grande efficienza energetica e riduzione della taglia degli impianti.

Il Rocky Mountain a partire da questi casi concreti lavora alla definizione di “deep retrofit”, la riqualificazione che consente risparmi energetici a partire dal 50% e garantisce importanti miglioramenti del benessere abitativo e incrementi del valore dei patrimoni immobiliari.

 

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