Cala il valore delle abitazioni italiane, vecchie e energivore

Cala il valore delle abitazioni italiane, vecchie e energivore

L’Italia ha un patrimonio immobiliare obsoleto e energivoro, è cosa nota e spesso ribadita tra addetti ai lavori. Non sempre però si sa di quanto il valore delle abitazioni italiane cali nel tempo per mancanza di ristrutturazioni e riqualificazioni.

L’Ufficio Studi di Immobiliare.it, portale dedicato al mercato immobiliare, fa il punto della situazione e fornisce un valore preciso: gli immobili con più di 40 anni (circa 11,6 milioni di abitazioni) e non sono stati mai ristrutturati hanno un valore di mercato del 25% inferiore a quelli costruiti dopo il 2000.Secondo la ricerca in Italia il 36,6% delle abitazioni sono anteriori al 1970, dato che sale al 58,4% (pari a oltre 18,5 milioni di immobili) se si considera come data soglia il 1977, anno in cui entrano in vigore nel nostro paese le prime norme sull’efficienza energetica in edilizia.

Questo patrimonio immobiliare enorme in moltissimi casi non ha avuto alcuna ristrutturazione significativa, per non parlare della vera e propria riqualificazione energetica, unica modalità di intervento che consente di trasformare i costi della ristrutturazione in un investimento per il futuro.

Il valore delle abitazioni italiane obsolete e inefficienti è addirittura del 25% inferiore alle case più recenti e efficienti dal punto di vista energetico.

Il consumo energetico degli immobili vecchi è enorme: un edificio che supera i 30 anni di età consuma in un anno, mediamente, dai 180 ai 200 kWh/mq. Un fabbisogno notevole se si considera che un’abitazione in classe B, standard minimo per le nuove costruzioni, arriva a consumare in media tra i 30 e i 40 kWh/mq all’anno.

Ristrutturare diventa quindi la via più intelligente e quasi obbligata per preservare il valore delle abitazioni italiane nel tempo. Riqualificare energeticamente, e non semplicemente ristrutturare, è poi il sistema che permette, con un piccolo incremento della spesa, di trasformare i costi in investimenti per il futuro.

Senza parlare dei benefici che ne derivano a livello di sistema globale: arrestare il consumo di suolo, ridurre il fabbisogno energetico globale e la produzione di CO2, far ripartire il settore economico dell’edilizia.

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